Archive for the ‘Musei’ Category

Martedì 17 maggio Judith Clark (Victoria and Albert Museum) terrà una lezione dal titolo Between Objects: Dress and Exhibition-making, all’interno del ciclo di incontri Collecting/Display organizzato da Mario Lupano nell’ambito del corso di Storia dell’allestimento e museografia del design.

Il ciclo affianca un’attività seminariale che indaga l’arte del mostrare oggetti e fenomeni relativi al design e alla moda con finalità propriamente culturali (nel museo, nelle mostre), o con finalità commerciali (nei negozi, nelle fiere, e nel branding). In questa duplice ottica, il display dei prodotti e artefatti è considerato come una delle più significative modalità attraverso le quali il design e la moda si rappresentano, si definiscono e si rileggono criticamente.
Simultaneamente l’attività seminariale affronta questioni di museografia, ricordando alcuni episodi significativi in un arco temporale che parte dalla metà dell’ottocento e arriva alle fenomenologie contemporanee. Così come analizza casi di esposizioni novecentesche esemplari e capaci di riflettere sull’idea di mostra, intesa come medium per la costruzione di rappresentazioni e discorsi critici tridimensionali specifici per il design e per la moda.

Negli incontri precedenti sono intervenuti: Gabriele Monti, Antonella Huber, Maddalena Dalla Mura, Elda Danese, Elena Brigi, Ali Filippini.

Info:
Corso di laurea magistrale in Design
Indirizzo in Design e teorie della moda
via Achille Papa, 1 _ 31100 Treviso
t +39 0422 54 11 25 f +39 0422 541374
zotti@iuav.it

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«…dobbiamo procedere allo smontaggio di alcuni luoghi comuni e sottrarci ad alcuni cliché relativi alla questione del museo; perché attorno al museo converge una tale quantità di questioni che portano a considerare il tema come una delle chiavi interpretative forse più idonee a comprendere la complessità del mondo contemporaneo. Questo, per esempio, per il fatto che i musei incidono sul nodo, irrisolto e complesso, che è quello che riguarda il rapporto tra memoria e contemporaneità…», Alberto Ferlenga, direttore della Scuola di dottorato Iuav

«Il massiccio investimento di capitali in musei e gallerie negli anni recenti, in tutto il mondo, ha contribuito a creare una industria globale di pianificatori, architetti, exhibition designer e altre figure e a creare un senso omogeneo di cosa sia il museo… Auspicare una maggiore integrazione e collaborazione fra i musei, le città e i pianificatori, di ogni genere, non è un piano rivoluzionario ma piuttosto il riconoscimento delle possibilità attuali», Duncan Grewcock

«… attraverso l’analisi del comportamento dei visitatori, si chiarisce come – mediante il progetto e l’organizzazione dello spazio – l’architetto e il curatore predeterminano il movimento delle persone, consentono di fare scelte, forzano delle partizioni oppure incoraggiano letture comparative e punti di vista diversi, mescolano i visitatori oppure li tengono separati, creano una relazione di corrispondenza o non-corrispondenza fra lo spazio e quel che è esposto», Kali Tzortzi

«Siamo sempre inseriti in un luogo, il mondo fisico è per noi importante solo in quanto lo viviamo. Il luogo (place) è una esperienza a più livelli: personale, culturale, sociale e fisica. I musei, e i siti culturali, offrono una esperienza importante a livello fisico ma spesso l’exhibit design trascura le altre dimensioni che contribuiscono alla costruzione dell’esperienza di un luogo per i visitatori… Attraverso un approccio “place‐centred”, nell’exhibit design, è possibile contribuire ad aumentare la esperienza dei visitatori…», Luigina Ciolfi

«Narrazioni e retorica permettono di creare un pubblico, mobilitare attori sociali, definire politiche e, in qualche modo, guidare la pianificazione. Forse oggi dobbiamo cominciare a mettere in discussione le narrazioni e le retoriche pubbliche che collegano in maniera semplicistica il fenomeno dei musei “blockbuster” alla rigenerazione urbana e allo sviluppo economico, l’utilizzo di partnership fra pubblico e privato, e i sistemi integrati di offerta culturale…», Davide Ponzini

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Aperto alle diverse discipline del progetto che sono rappresentate presso l’Università Iuav, che si caratterizza come “ateneo del progetto” – architettura, urbanistica, design e arti – il programma Museo e discipline del progetto, che è stato inaugurato il 12 maggio, pone al centro le molteplici relazioni che legano e collegano queste discipline e ambiti al museo contemporaneo che, al di là di veri o presunti boom o paventate crisi, indubbiamente rappresenta un importante elemento e fattore culturale, economico, politico, sociale.
In questo ampio territorio, tre sono le domande individuate dai curatori del programma per esplorare diverse direzioni, che corrispondono a un primo ciclo di tre incontri:

1. Come le discipline del progetto contribuiscono a sviluppare e sostenere il museo nelle sue diverse funzioni? (discipline del progetto per il museo)
2. Come i musei possono contribuire alle discipline del progetto, sviluppandone e promuovendone la conservazione, lo studio, la critica, la pratica? (musei per le discipline del progetto; musei di design, musei d’architettura, musei d’arte, archivi ecc.)
3. Quali sono le sfide future che, nella loro relazione, musei e discipline del progetto si trovano ad affrontare, alla luce di istanze e cambiamenti politici, sociali, economici, etici? (quale futuro)

ll primo incontro ha avuto l’obiettivo di mettere a confronto voci diverse attorno alla prima domanda, con un focus sul tema “società e partecipazione” (vedi il programma).
Se si guarda ai museum studies maturati negli ultimi decenni, ci si accorge che ci sono alcune parole chiave che ricorrono, che insistono sulla necessità di decostruire, ripensare e rinnovare il ruolo sociale dei musei: inclusione / accesso / esperienza / coinvolgimento / identità / comunità / interazione / partecipazione / contesto… Dunque, come le discipline del progetto – la pratica progettuale e gli approcci teorico-critici – possono contribuire a sostenere il museo in questa direzione?

Confermando la ricchezza e la complessità delle questioni che “il museo” solleva, i relatori hanno non solo offerto analisi circostanziate ma anche dimostrato l’importanza, sempre più, di collegare la pratica progettuale alla formulazione teorico-critica e di muoversi in un quadro di riferimento pluridisciplinare (geografia, psicologia, computer sciences, economia ecc.).

Gli altri appuntamenti del primo ciclo di incontri Museo e discipline del progetto a cura di Matteo Ballarin e Maddalena Dalla Mura – “#2 musei per le discipline progettuali” e “#3 quale futuro?” – si terranno nell’autunno 2011.
Alla fine di questo primo ciclo, saranno pubblicati gli atti, con la speranza che il format sia poi adottato e riempito di nuovi contenuti da altri dottorandi e dottori Iuav.

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Museo e discipline del progetto
#1 Società e Partecipazione
12 maggio, dalle 14.30
Ca’ Badoer (aula Tafuri), Venezia

Luogo di conservazione, interpretazione e promozione della cultura materiale e immateriale della nostra società, il museo moderno rappresenta un importante terreno di confronto per le discipline del progetto.
Architettura, design, arte hanno variamente contribuito a configurare e sperimentare il museo nelle sue differenti funzioni, avanzando nel contempo nuove istanze e problematiche per quanti operano nei musei.

Avviare un forum per favorire il confronto e il dibattito sulle molteplici relazioni che legano queste discipline al museo, in termini culturali e sociali, politici ed economici, può essere l’occasione per riflettere non solo su opportunità e sfide contingenti ma più ampiamente sul ruolo del museo nel nuovo millennio.
Con questo obiettivo la Scuola di Dottorato Iuav e l’Unità di ricerca di Museologia del design promuovono il ciclo di incontri Museo e discipline del progetto.

Il primo incontro è dedicato al tema “Società e partecipazione”.
Una delle sfide più impegnative per il museo contemporaneo è continuamente aggiornare la sua funzione originaria: essere un’istituzione per la partecipazione sociale e culturale. In quale modo le discipline del progetto possono contribuire a favorire e sostenere questo ruolo?

Intervengono:

- Duncan Grewcock, Kingston University, London
Museums and the City: Place, Planning and Possibility
- Kali Tzortzi, University of Athens
Designer Choices, Museum Experiences
- Luigina Ciolfi, University of Limerick
Place-Centred Interaction Design:
Situated Participation and Co-Creation in Places of Heritage

- Davide Ponzini, Politecnico di Milano
Musei e politiche per lo sviluppo territoriale:
retoriche pubbliche ed esperienze in Europa e Stati Uniti

Programma a cura di Matteo Ballarin e Maddalena Dalla Mura

Per maggiori informazioni:
mdp.iuav<at>gmail.com

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Segnaliamo la prossima edizione di / We recommend the next edition of
Re-Thinking Technology in Museums
May 26-27, 2011
Hosted by the Interaction Design Centre and the Irish Museums Association
University of Limerick, Ireland

Informazioni / More info at http://www.idc.ul.ie


(Photo: Luke Hayes)

Helen Charman, Design Museum, Londra
25 febbraio, ore 11
Ca’ Badoer / aula A

Venerdì 25 febbraio alle ore 11, presso l’aula A della sede di Ca’ Badoer, Helen Charman, Head of Learning al Design Museum di Londra, presenterà la sua recente ricerca sul tema dell’educare e dell’apprendere presso l’istituzione londinese: The Productive Eye: Conceptualising Learning at the Design Museum.

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Leggi l’abstract della ricerca di Charman

Serhan Ada
Mercoledì 16 febbraio 2011, ore 15
Facoltà di Design e Arti
ex convento delle Terese
aula A

Mercoledì 16 febbraio alle ore 15, presso l’aula A della Facoltà di Design e Arti di Venezia, ex convento delle Terese, Serhan Ada dalla Instanbul Bilgi University – presso la quale è Coordinatore del corso di laurea in Arts Management e del Master in Cultural Management – terrà un intervento sul tema Cultura tra Diversità e Differenza: Il Caso di Istanbul

Serhan Ada è direttore dei corsi di Cultural Management (BA & MA) della Istanbul Bilgi University oltre che fondatore e direttore di “santralistanbul”, un centro internazionale per le arti e la cultura, ubicato in quella che è stata la prima centrale elettrica a scala urbana dell’Impero ottomano. È anche il direttore del corso di laurea in Fashion Management, and Design Culture and Management, che ha fondato con la Domus Academy a Milano nel 1999. È membro fondatore di AICA Turkey (International Association of Art Critics), vice presidente di Anadolu Kültür A.Ş. (un network culturale indipendente). È stato direttore dei grandi eventi per Istanbul 2010 European Capital of Culture Agency. È curatore del primo libro dedicato alla politica culturale della Turchia: Introduction to Cultural Policies in Turkey, 2009, e editor di “Cultural Policy and Management Yearbook”, 2009. Fra le sue pubblicazioni inoltre: Emerging Cultural Continent: Actors and Networks (co-editor), 2008; The Question of Hatay (in Turkish-French Relations, 1918-1939), 2005. È fra i project leader del gruppo di lavoro per un Independent Cultural Policy Report of Turkey.

(Nella foto: “Huseyin Alptekin: Fatto-H: Cavalli e Eroi, nella Biennale di Istanbul, 2005”)

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Exhibit 2011
workshop 12 – 28 gennaio 2011

Il workshop è aperto a tutti gli studenti della magistrale di Design (indirizzi di prodotto e comunicazione) e a quelli della magistrale di Performing arts. Gli studenti sono divisi in gruppi di lavoro sulla base del tema prescelto, che potrà essere realizzato come modello fisico, artefatto grafico, filmato, animazione, ecc. Il risultato finale della progettazione sarà un exhibit che le varie istituzioni potranno sviluppare in seguito con gli studenti stessi, fino a realizzarlo.

organizzazione
Dottorato in Scienze del design
Unità di ricerca di Museologia del design

in collaborazione con
Museo Nazionale della Scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano
Polo Museale dell’Università La Sapienza di Roma
Dipartimento di Bioingegneria del Politecnico di Milano

iscrizioni via e-mail entro il 5 gennaio 2011
exhibit2011@gmail.com

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Giornata ricca di incontri, per discutere di design, exhibit design, musei. Organizzati rispettivamente nell’ambito dei corsi di Interaction design coordinati da Gillian Crampton Smith e Phil Tabor, e di Storia dell’innovazione scientifica e tecnologica, di Raimonda Riccini, si sono tenuti oggi due seminari con Dinah Casson, dello studio londinese Casson Mann, e con Claudia Garzon, Direttore Tecnico e Artistico del Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.
In particolare, il secondo incontro si inserisce nell’ambito della convenzione fra il Museo di Milano e l’Università Iuav e che coinvolge in particolare la nostra Unità di ricerca, per lo studio e la realizzazione di progetti di exhibition design. La convenzione prevede, oltre a seminari di approfondimento, anche una serie di workshop rivolti a studenti della Facoltà di Design e Arti dell’Università Iuav, che si terranno nel gennaio 2011.

Nelle immagini, Claudia Garzon e alcune sale del Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano.

Memoria e racconto
convegno internazionale promosso da
Università Iuav di Venezia Facoltà di Design e Arti Dipartimento delle Arti e del Disegno industriale Venezia, 7-8 maggio 2007
a cura di Francesca Appiani, Alberto Bassi, Rosanna Pavoni, Raimonda Riccini, Simona Romano
http://www2.iuav.it/memoriaeracconto/ita/home.html

Il convegno riunisce a Venezia i direttori dei maggiori musei di design e arti applicate del mondo: Deyan Sudjic (Design Museum, London), Gareth Williams (V&A Museum, London), Marie-Laure Jousset (Centre national d’art et de culture Georges Pompidou, Paris), Béatrice Salmon (Musée des arts décoratifs, Paris), Paul Warwick Thompson (Cooper Hewitt National Design Museum, Smithsonian Institution, New York), Corinna Rösner (Die Neue Sammlung, München), Richard Adler (Vitra Design Museum, Weil am Rhein), si confronteranno con le più significative istituzioni italiane che operano nel settore come il Mart di Rovereto, il Museo di Castelvecchio di Verona, la Fondazione Adi Compasso d’Oro di Milano, l’Archivio progetti dell’Università Iuav di Venezia, nonché con le realtà museali promosse dalle imprese, come il Museo Alessi (Crusinallo di Omegna, Verbania) e Kartellmuseo (Noviglio, Milano).

Obiettivi del convegno
I temi della museologia e della museografia del design sono divenuti – particolarmente per l’Italia e negli anni recenti – oggetto di discussione e dibattito sotto diversi profili. Pare oggi importante e necessario affrontare con pragmatismo alcune questioni ancora aperte che si pongono in materia di conservazione, catalogazione e comunicazione dei beni culturali della società contemporanea. Scopo del convegno è quello di fare il punto sull’attuale panorama e tentare di avanzare una serie di linee guida destinate a operatori di musei, archivi, fondazioni, università e a tutti coloro i quali abbiano in gestione un patrimonio di design. Questi operatori hanno potuto confrontarsi sia con un dibattito teorico e metodologico relativo alla museologia del design, sostenuto da significative esperienze internazionali; sia con una visione pragmatica delle più aggiornate metodiche relative alla conservazione, catalogazione e comunicazione dei materiali. Il convegno ha focalizzato l’attenzione sugli strumenti di lavoro per quanti affrontano quotidianamente – spesso senza potersi giovare di strumenti di orientamento – le tematiche della memoria (collezionare, conservare, ordinare, archiviare) e del racconto (predisporre, selezionare, mostrare, narrare, comunicare) degli oggetti di design e del corredo dei materiali a essi relativi. Tre sono gli argomenti centrali che sono stati al centro degli interventi.
1. Metodi e modelli per una museologia del design
2. I materiali del design: acquisire, ordinare e conservare
3. Museografia per il design: mostrare e comunicare

1. Metodi e modelli per una museologia del design
Un primo tema è quello degli strumenti metodologici da predisporre per una museologia finalizzata al design. Oltre al “paradosso” dei musei del design – ovvero quale il senso del musealizzare oggetti nati per essere consumati e sostituiti – fra i punti aperti alla discussione ci sono il confronto con altri modelli museologici consolidati, la questione di che cosa si espone in un museo del design – i progetti, veri “prodotti” unici e irripetibili, oppure i prodotti –, il problema relativo a come “storicizzare” un contemporaneo in continuo divenire, la necessità di far emergere il contesto e la molteplicità di letture (sociologiche, socio-tecniche, antropologiche, estetiche), il ruolo del restauro, fra conservazione ed esposizione dei prodotti, ecc.
2. I materiali del design: acquisire, ordinare e conservare
Un secondo tema cruciale riguarda la conservazione e l’ordinamento dei beni culturali testimoni della storia del design, con tutte le possibili varianti dei materiali (oggetti, prototipi, componenti, disegni, fotografie, cataloghi, pubblicità cartacea e video) e con i conseguenti problemi di tipo archivistico, catalografico, conservativo che si pongono. Fra le tematiche ancora aperte ci sono quelle relative ai tracciati delle schede catalografiche standard e alla loro specificità o adattabilità per il design, e alla costruzione di thesaurus per questo settore; inoltre le problematiche legate al riordino fisico, al restauro di oggetti e materiali contemporanei, alla descrizione degli interventi di tutela, alla valutazione delle collezioni di design, fino al rapporto con il mercato del modernariato e con le case d’asta.
3. Museografia per il design: mostrare e comunicare
Oltre al ruolo della “memoria” è importante quello del “racconto” del design: comunicare, innanzitutto attraverso il mostrare e l’esporre. Alcuni fra i temi più classici del dibattito museografico assumono un carattere nuovo perché posti di fronte a un oggetto museale ancora non “tradizionale”
– dal rapporto reale/virtuale alla scelta dei medium idonei, fino alla possibile messa in rete o a sistema delle strutture. Con l’obiettivo di verificare nuove modalità tecniche ed espressive per esporre il design, la discussione si svilupperà attraverso il confronto di esperienze significative del panorama internazionale.