
«…dobbiamo procedere allo smontaggio di alcuni luoghi comuni e sottrarci ad alcuni cliché relativi alla questione del museo; perché attorno al museo converge una tale quantità di questioni che portano a considerare il tema come una delle chiavi interpretative forse più idonee a comprendere la complessità del mondo contemporaneo. Questo, per esempio, per il fatto che i musei incidono sul nodo, irrisolto e complesso, che è quello che riguarda il rapporto tra memoria e contemporaneità…», Alberto Ferlenga, direttore della Scuola di dottorato Iuav
«Il massiccio investimento di capitali in musei e gallerie negli anni recenti, in tutto il mondo, ha contribuito a creare una industria globale di pianificatori, architetti, exhibition designer e altre figure e a creare un senso omogeneo di cosa sia il museo… Auspicare una maggiore integrazione e collaborazione fra i musei, le città e i pianificatori, di ogni genere, non è un piano rivoluzionario ma piuttosto il riconoscimento delle possibilità attuali», Duncan Grewcock
«… attraverso l’analisi del comportamento dei visitatori, si chiarisce come – mediante il progetto e l’organizzazione dello spazio – l’architetto e il curatore predeterminano il movimento delle persone, consentono di fare scelte, forzano delle partizioni oppure incoraggiano letture comparative e punti di vista diversi, mescolano i visitatori oppure li tengono separati, creano una relazione di corrispondenza o non-corrispondenza fra lo spazio e quel che è esposto», Kali Tzortzi
«Siamo sempre inseriti in un luogo, il mondo fisico è per noi importante solo in quanto lo viviamo. Il luogo (place) è una esperienza a più livelli: personale, culturale, sociale e fisica. I musei, e i siti culturali, offrono una esperienza importante a livello fisico ma spesso l’exhibit design trascura le altre dimensioni che contribuiscono alla costruzione dell’esperienza di un luogo per i visitatori… Attraverso un approccio “place‐centred”, nell’exhibit design, è possibile contribuire ad aumentare la esperienza dei visitatori…», Luigina Ciolfi
«Narrazioni e retorica permettono di creare un pubblico, mobilitare attori sociali, definire politiche e, in qualche modo, guidare la pianificazione. Forse oggi dobbiamo cominciare a mettere in discussione le narrazioni e le retoriche pubbliche che collegano in maniera semplicistica il fenomeno dei musei “blockbuster” alla rigenerazione urbana e allo sviluppo economico, l’utilizzo di partnership fra pubblico e privato, e i sistemi integrati di offerta culturale…», Davide Ponzini
- – -
Aperto alle diverse discipline del progetto che sono rappresentate presso l’Università Iuav, che si caratterizza come “ateneo del progetto” – architettura, urbanistica, design e arti – il programma Museo e discipline del progetto, che è stato inaugurato il 12 maggio, pone al centro le molteplici relazioni che legano e collegano queste discipline e ambiti al museo contemporaneo che, al di là di veri o presunti boom o paventate crisi, indubbiamente rappresenta un importante elemento e fattore culturale, economico, politico, sociale.
In questo ampio territorio, tre sono le domande individuate dai curatori del programma per esplorare diverse direzioni, che corrispondono a un primo ciclo di tre incontri:
1. Come le discipline del progetto contribuiscono a sviluppare e sostenere il museo nelle sue diverse funzioni? (discipline del progetto per il museo)
2. Come i musei possono contribuire alle discipline del progetto, sviluppandone e promuovendone la conservazione, lo studio, la critica, la pratica? (musei per le discipline del progetto; musei di design, musei d’architettura, musei d’arte, archivi ecc.)
3. Quali sono le sfide future che, nella loro relazione, musei e discipline del progetto si trovano ad affrontare, alla luce di istanze e cambiamenti politici, sociali, economici, etici? (quale futuro)
ll primo incontro ha avuto l’obiettivo di mettere a confronto voci diverse attorno alla prima domanda, con un focus sul tema “società e partecipazione” (vedi il programma).
Se si guarda ai museum studies maturati negli ultimi decenni, ci si accorge che ci sono alcune parole chiave che ricorrono, che insistono sulla necessità di decostruire, ripensare e rinnovare il ruolo sociale dei musei: inclusione / accesso / esperienza / coinvolgimento / identità / comunità / interazione / partecipazione / contesto… Dunque, come le discipline del progetto – la pratica progettuale e gli approcci teorico-critici – possono contribuire a sostenere il museo in questa direzione?
Confermando la ricchezza e la complessità delle questioni che “il museo” solleva, i relatori hanno non solo offerto analisi circostanziate ma anche dimostrato l’importanza, sempre più, di collegare la pratica progettuale alla formulazione teorico-critica e di muoversi in un quadro di riferimento pluridisciplinare (geografia, psicologia, computer sciences, economia ecc.).
Gli altri appuntamenti del primo ciclo di incontri Museo e discipline del progetto a cura di Matteo Ballarin e Maddalena Dalla Mura – “#2 musei per le discipline progettuali” e “#3 quale futuro?” – si terranno nell’autunno 2011.
Alla fine di questo primo ciclo, saranno pubblicati gli atti, con la speranza che il format sia poi adottato e riempito di nuovi contenuti da altri dottorandi e dottori Iuav.
Continue to English