Archive for the ‘Convegni e conferenze’ Category

In occasione del primo convegno Ais Design che si terrà il 2 dicembre 2011, il giorno 1 dicembre si riuniranno a Milano quattro commissioni tematiche dedicate a quattro temi:

- I linguaggi della comunicazione visiva e il design
coordinatori Daniela Piscitelli e Carlo Vinti (ais.design.comunicazione<at>gmail.com)
(scarica la scheda e alcune riflessioni aggiuntive)

- Design e industria
coordinatori Giorgio Bigatti (giorgio.bigatti<at>unibocconi.it) e Domitilla Dardi (d.dardi<at>fastwebnet.it)
(scarica la scheda)

- I musei del design
coordinatori Fiorella Bulegato, Maddalena Dalla Mura (ais.design.museums<at>gmail.com)
(scarica la scheda)

- Formazione
coordinatori Pier Paolo Peruccio (pierpaolo.peruccio<at>polito.it) e Dario Russo (dars<at>unipa.it)
(scarica la scheda e le linee guida)

Coloro che intendono partecipare ai lavori delle commissioni, potranno inviare entro il 30 ottobre un abstract del loro intervento in relazione a uno dei temi proposti (max 2000 battute).
Per inviare i contributi, scrivere ai coordinatori delle singole commissioni (alle email indicate sopra).

Coloro che avranno inviato un abstract saranno invitati a partecipare alla commissione, per presentare le loro riflessioni e per discutere. Nel caso in cui il proponente non possa partecipare, il suo contributo sarà comunque considerato dai coordinatori ai fini della discussione. Il testo finale riassumerà i lavori svolti, nella prospettiva di formulare a conclusione del lavoro una sintesi sulla quale costruire un momento di riflessione più ampio, che potrà diventare la piattaforma per il successivo convegno di Ais Design.

Segnaliamo la presentazione del libro / We recommend the presentation of the book

Arrigo Rudi: Architettura, restauro e allestimento
a cura di Valeriano Pastor, Sergio Los e Umberto Tubini

mercoledì 6 luglio 2011, ore 17
Sala convegni, Banca Popolare di Verona
via San Cosimo 10, Verona
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Martedì 17 maggio Judith Clark (Victoria and Albert Museum) terrà una lezione dal titolo Between Objects: Dress and Exhibition-making, all’interno del ciclo di incontri Collecting/Display organizzato da Mario Lupano nell’ambito del corso di Storia dell’allestimento e museografia del design.

Il ciclo affianca un’attività seminariale che indaga l’arte del mostrare oggetti e fenomeni relativi al design e alla moda con finalità propriamente culturali (nel museo, nelle mostre), o con finalità commerciali (nei negozi, nelle fiere, e nel branding). In questa duplice ottica, il display dei prodotti e artefatti è considerato come una delle più significative modalità attraverso le quali il design e la moda si rappresentano, si definiscono e si rileggono criticamente.
Simultaneamente l’attività seminariale affronta questioni di museografia, ricordando alcuni episodi significativi in un arco temporale che parte dalla metà dell’ottocento e arriva alle fenomenologie contemporanee. Così come analizza casi di esposizioni novecentesche esemplari e capaci di riflettere sull’idea di mostra, intesa come medium per la costruzione di rappresentazioni e discorsi critici tridimensionali specifici per il design e per la moda.

Negli incontri precedenti sono intervenuti: Gabriele Monti, Antonella Huber, Maddalena Dalla Mura, Elda Danese, Elena Brigi, Ali Filippini.

Info:
Corso di laurea magistrale in Design
Indirizzo in Design e teorie della moda
via Achille Papa, 1 _ 31100 Treviso
t +39 0422 54 11 25 f +39 0422 541374
zotti@iuav.it

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«…dobbiamo procedere allo smontaggio di alcuni luoghi comuni e sottrarci ad alcuni cliché relativi alla questione del museo; perché attorno al museo converge una tale quantità di questioni che portano a considerare il tema come una delle chiavi interpretative forse più idonee a comprendere la complessità del mondo contemporaneo. Questo, per esempio, per il fatto che i musei incidono sul nodo, irrisolto e complesso, che è quello che riguarda il rapporto tra memoria e contemporaneità…», Alberto Ferlenga, direttore della Scuola di dottorato Iuav

«Il massiccio investimento di capitali in musei e gallerie negli anni recenti, in tutto il mondo, ha contribuito a creare una industria globale di pianificatori, architetti, exhibition designer e altre figure e a creare un senso omogeneo di cosa sia il museo… Auspicare una maggiore integrazione e collaborazione fra i musei, le città e i pianificatori, di ogni genere, non è un piano rivoluzionario ma piuttosto il riconoscimento delle possibilità attuali», Duncan Grewcock

«… attraverso l’analisi del comportamento dei visitatori, si chiarisce come – mediante il progetto e l’organizzazione dello spazio – l’architetto e il curatore predeterminano il movimento delle persone, consentono di fare scelte, forzano delle partizioni oppure incoraggiano letture comparative e punti di vista diversi, mescolano i visitatori oppure li tengono separati, creano una relazione di corrispondenza o non-corrispondenza fra lo spazio e quel che è esposto», Kali Tzortzi

«Siamo sempre inseriti in un luogo, il mondo fisico è per noi importante solo in quanto lo viviamo. Il luogo (place) è una esperienza a più livelli: personale, culturale, sociale e fisica. I musei, e i siti culturali, offrono una esperienza importante a livello fisico ma spesso l’exhibit design trascura le altre dimensioni che contribuiscono alla costruzione dell’esperienza di un luogo per i visitatori… Attraverso un approccio “place‐centred”, nell’exhibit design, è possibile contribuire ad aumentare la esperienza dei visitatori…», Luigina Ciolfi

«Narrazioni e retorica permettono di creare un pubblico, mobilitare attori sociali, definire politiche e, in qualche modo, guidare la pianificazione. Forse oggi dobbiamo cominciare a mettere in discussione le narrazioni e le retoriche pubbliche che collegano in maniera semplicistica il fenomeno dei musei “blockbuster” alla rigenerazione urbana e allo sviluppo economico, l’utilizzo di partnership fra pubblico e privato, e i sistemi integrati di offerta culturale…», Davide Ponzini

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Aperto alle diverse discipline del progetto che sono rappresentate presso l’Università Iuav, che si caratterizza come “ateneo del progetto” – architettura, urbanistica, design e arti – il programma Museo e discipline del progetto, che è stato inaugurato il 12 maggio, pone al centro le molteplici relazioni che legano e collegano queste discipline e ambiti al museo contemporaneo che, al di là di veri o presunti boom o paventate crisi, indubbiamente rappresenta un importante elemento e fattore culturale, economico, politico, sociale.
In questo ampio territorio, tre sono le domande individuate dai curatori del programma per esplorare diverse direzioni, che corrispondono a un primo ciclo di tre incontri:

1. Come le discipline del progetto contribuiscono a sviluppare e sostenere il museo nelle sue diverse funzioni? (discipline del progetto per il museo)
2. Come i musei possono contribuire alle discipline del progetto, sviluppandone e promuovendone la conservazione, lo studio, la critica, la pratica? (musei per le discipline del progetto; musei di design, musei d’architettura, musei d’arte, archivi ecc.)
3. Quali sono le sfide future che, nella loro relazione, musei e discipline del progetto si trovano ad affrontare, alla luce di istanze e cambiamenti politici, sociali, economici, etici? (quale futuro)

ll primo incontro ha avuto l’obiettivo di mettere a confronto voci diverse attorno alla prima domanda, con un focus sul tema “società e partecipazione” (vedi il programma).
Se si guarda ai museum studies maturati negli ultimi decenni, ci si accorge che ci sono alcune parole chiave che ricorrono, che insistono sulla necessità di decostruire, ripensare e rinnovare il ruolo sociale dei musei: inclusione / accesso / esperienza / coinvolgimento / identità / comunità / interazione / partecipazione / contesto… Dunque, come le discipline del progetto – la pratica progettuale e gli approcci teorico-critici – possono contribuire a sostenere il museo in questa direzione?

Confermando la ricchezza e la complessità delle questioni che “il museo” solleva, i relatori hanno non solo offerto analisi circostanziate ma anche dimostrato l’importanza, sempre più, di collegare la pratica progettuale alla formulazione teorico-critica e di muoversi in un quadro di riferimento pluridisciplinare (geografia, psicologia, computer sciences, economia ecc.).

Gli altri appuntamenti del primo ciclo di incontri Museo e discipline del progetto a cura di Matteo Ballarin e Maddalena Dalla Mura – “#2 musei per le discipline progettuali” e “#3 quale futuro?” – si terranno nell’autunno 2011.
Alla fine di questo primo ciclo, saranno pubblicati gli atti, con la speranza che il format sia poi adottato e riempito di nuovi contenuti da altri dottorandi e dottori Iuav.

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Segnaliamo il seminario / We recommend the seminar

Archiving Design Organisations
A Design Archives seminar
funded by the Design History Society
6 June 2011, University of Brighton

Maggiori informazioni / Read more

Museo e discipline del progetto
#1 Società e Partecipazione
12 maggio, dalle 14.30
Ca’ Badoer (aula Tafuri), Venezia

Luogo di conservazione, interpretazione e promozione della cultura materiale e immateriale della nostra società, il museo moderno rappresenta un importante terreno di confronto per le discipline del progetto.
Architettura, design, arte hanno variamente contribuito a configurare e sperimentare il museo nelle sue differenti funzioni, avanzando nel contempo nuove istanze e problematiche per quanti operano nei musei.

Avviare un forum per favorire il confronto e il dibattito sulle molteplici relazioni che legano queste discipline al museo, in termini culturali e sociali, politici ed economici, può essere l’occasione per riflettere non solo su opportunità e sfide contingenti ma più ampiamente sul ruolo del museo nel nuovo millennio.
Con questo obiettivo la Scuola di Dottorato Iuav e l’Unità di ricerca di Museologia del design promuovono il ciclo di incontri Museo e discipline del progetto.

Il primo incontro è dedicato al tema “Società e partecipazione”.
Una delle sfide più impegnative per il museo contemporaneo è continuamente aggiornare la sua funzione originaria: essere un’istituzione per la partecipazione sociale e culturale. In quale modo le discipline del progetto possono contribuire a favorire e sostenere questo ruolo?

Intervengono:

- Duncan Grewcock, Kingston University, London
Museums and the City: Place, Planning and Possibility
- Kali Tzortzi, University of Athens
Designer Choices, Museum Experiences
- Luigina Ciolfi, University of Limerick
Place-Centred Interaction Design:
Situated Participation and Co-Creation in Places of Heritage

- Davide Ponzini, Politecnico di Milano
Musei e politiche per lo sviluppo territoriale:
retoriche pubbliche ed esperienze in Europa e Stati Uniti

Programma a cura di Matteo Ballarin e Maddalena Dalla Mura

Per maggiori informazioni:
mdp.iuav<at>gmail.com

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Segnaliamo il convegno internazionale / We recommend the international conference
Esporre la gravità. La scienza tra museo ed exhibit design
Campogalliano (Modena), Oratorio di San Rocco
Giovedi 19 maggio 2011, ore 9.30 – 17.30

Maggiori informazioni / More info at http://www.architetturamuseireti.it

Segnaliamo la prossima edizione di / We recommend the next edition of
Re-Thinking Technology in Museums
May 26-27, 2011
Hosted by the Interaction Design Centre and the Irish Museums Association
University of Limerick, Ireland

Informazioni / More info at http://www.idc.ul.ie


(Photo: Luke Hayes)

Helen Charman, Design Museum, Londra
25 febbraio, ore 11
Ca’ Badoer / aula A

Venerdì 25 febbraio alle ore 11, presso l’aula A della sede di Ca’ Badoer, Helen Charman, Head of Learning al Design Museum di Londra, presenterà la sua recente ricerca sul tema dell’educare e dell’apprendere presso l’istituzione londinese: The Productive Eye: Conceptualising Learning at the Design Museum.

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Leggi l’abstract della ricerca di Charman

Serhan Ada
Mercoledì 16 febbraio 2011, ore 15
Facoltà di Design e Arti
ex convento delle Terese
aula A

Mercoledì 16 febbraio alle ore 15, presso l’aula A della Facoltà di Design e Arti di Venezia, ex convento delle Terese, Serhan Ada dalla Instanbul Bilgi University – presso la quale è Coordinatore del corso di laurea in Arts Management e del Master in Cultural Management – terrà un intervento sul tema Cultura tra Diversità e Differenza: Il Caso di Istanbul

Serhan Ada è direttore dei corsi di Cultural Management (BA & MA) della Istanbul Bilgi University oltre che fondatore e direttore di “santralistanbul”, un centro internazionale per le arti e la cultura, ubicato in quella che è stata la prima centrale elettrica a scala urbana dell’Impero ottomano. È anche il direttore del corso di laurea in Fashion Management, and Design Culture and Management, che ha fondato con la Domus Academy a Milano nel 1999. È membro fondatore di AICA Turkey (International Association of Art Critics), vice presidente di Anadolu Kültür A.Ş. (un network culturale indipendente). È stato direttore dei grandi eventi per Istanbul 2010 European Capital of Culture Agency. È curatore del primo libro dedicato alla politica culturale della Turchia: Introduction to Cultural Policies in Turkey, 2009, e editor di “Cultural Policy and Management Yearbook”, 2009. Fra le sue pubblicazioni inoltre: Emerging Cultural Continent: Actors and Networks (co-editor), 2008; The Question of Hatay (in Turkish-French Relations, 1918-1939), 2005. È fra i project leader del gruppo di lavoro per un Independent Cultural Policy Report of Turkey.

(Nella foto: “Huseyin Alptekin: Fatto-H: Cavalli e Eroi, nella Biennale di Istanbul, 2005”)

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