Museo e discipline del progetto 1: suggestioni

110512_mdp_shotslr

«…dobbiamo procedere allo smontaggio di alcuni luoghi comuni e sottrarci ad alcuni cliché relativi alla questione del museo; perché attorno al museo converge una tale quantità di questioni che portano a considerare il tema come una delle chiavi interpretative forse più idonee a comprendere la complessità del mondo contemporaneo. Questo, per esempio, per il fatto che i musei incidono sul nodo, irrisolto e complesso, che è quello che riguarda il rapporto tra memoria e contemporaneità…», Alberto Ferlenga, direttore della Scuola di dottorato Iuav

«Il massiccio investimento di capitali in musei e gallerie negli anni recenti, in tutto il mondo, ha contribuito a creare una industria globale di pianificatori, architetti, exhibition designer e altre figure e a creare un senso omogeneo di cosa sia il museo… Auspicare una maggiore integrazione e collaborazione fra i musei, le città e i pianificatori, di ogni genere, non è un piano rivoluzionario ma piuttosto il riconoscimento delle possibilità attuali», Duncan Grewcock

«… attraverso l’analisi del comportamento dei visitatori, si chiarisce come – mediante il progetto e l’organizzazione dello spazio – l’architetto e il curatore predeterminano il movimento delle persone, consentono di fare scelte, forzano delle partizioni oppure incoraggiano letture comparative e punti di vista diversi, mescolano i visitatori oppure li tengono separati, creano una relazione di corrispondenza o non-corrispondenza fra lo spazio e quel che è esposto», Kali Tzortzi

«Siamo sempre inseriti in un luogo, il mondo fisico è per noi importante solo in quanto lo viviamo. Il luogo (place) è una esperienza a più livelli: personale, culturale, sociale e fisica. I musei, e i siti culturali, offrono una esperienza importante a livello fisico ma spesso l’exhibit design trascura le altre dimensioni che contribuiscono alla costruzione dell’esperienza di un luogo per i visitatori… Attraverso un approccio “place‐centred”, nell’exhibit design, è possibile contribuire ad aumentare la esperienza dei visitatori…», Luigina Ciolfi

«Narrazioni e retorica permettono di creare un pubblico, mobilitare attori sociali, definire politiche e, in qualche modo, guidare la pianificazione. Forse oggi dobbiamo cominciare a mettere in discussione le narrazioni e le retoriche pubbliche che collegano in maniera semplicistica il fenomeno dei musei “blockbuster” alla rigenerazione urbana e allo sviluppo economico, l’utilizzo di partnership fra pubblico e privato, e i sistemi integrati di offerta culturale…», Davide Ponzini

– – –

Aperto alle diverse discipline del progetto che sono rappresentate presso l’Università Iuav, che si caratterizza come “ateneo del progetto” – architettura, urbanistica, design e arti – il programma Museo e discipline del progetto, che è stato inaugurato il 12 maggio, pone al centro le molteplici relazioni che legano e collegano queste discipline e ambiti al museo contemporaneo che, al di là di veri o presunti boom o paventate crisi, indubbiamente rappresenta un importante elemento e fattore culturale, economico, politico, sociale.
In questo ampio territorio, tre sono le domande individuate dai curatori del programma per esplorare diverse direzioni, che corrispondono a un primo ciclo di tre incontri:

1. Come le discipline del progetto contribuiscono a sviluppare e sostenere il museo nelle sue diverse funzioni? (discipline del progetto per il museo)
2. Come i musei possono contribuire alle discipline del progetto, sviluppandone e promuovendone la conservazione, lo studio, la critica, la pratica? (musei per le discipline del progetto; musei di design, musei d’architettura, musei d’arte, archivi ecc.)
3. Quali sono le sfide future che, nella loro relazione, musei e discipline del progetto si trovano ad affrontare, alla luce di istanze e cambiamenti politici, sociali, economici, etici? (quale futuro)

ll primo incontro ha avuto l’obiettivo di mettere a confronto voci diverse attorno alla prima domanda, con un focus sul tema “società e partecipazione” (vedi il programma).
Se si guarda ai museum studies maturati negli ultimi decenni, ci si accorge che ci sono alcune parole chiave che ricorrono, che insistono sulla necessità di decostruire, ripensare e rinnovare il ruolo sociale dei musei: inclusione / accesso / esperienza / coinvolgimento / identità / comunità / interazione / partecipazione / contesto… Dunque, come le discipline del progetto – la pratica progettuale e gli approcci teorico-critici – possono contribuire a sostenere il museo in questa direzione?

Confermando la ricchezza e la complessità delle questioni che “il museo” solleva, i relatori hanno non solo offerto analisi circostanziate ma anche dimostrato l’importanza, sempre più, di collegare la pratica progettuale alla formulazione teorico-critica e di muoversi in un quadro di riferimento pluridisciplinare (geografia, psicologia, computer sciences, economia ecc.).

Gli altri appuntamenti del primo ciclo di incontri Museo e discipline del progetto a cura di Matteo Ballarin e Maddalena Dalla Mura – “#2 musei per le discipline progettuali” e “#3 quale futuro?” – si terranno nell’autunno 2011.
Alla fine di questo primo ciclo, saranno pubblicati gli atti, con la speranza che il format sia poi adottato e riempito di nuovi contenuti da altri dottorandi e dottori Iuav.

«… we should proceed with dismantling some commonplaces and try to escape clichés concerning the question of the museum. Around the museum a lot of issues converge that lead us to consider it as a key to interpret and, perhaps, understand the complexity of the contemporary world. We can for instance consider how museums are tied to the crucial, still unresolved and always complex, issue of the relationship between memory and modernity…», Alberto Ferlenga, Director, Iuav Doctoral School

«I am concerned that the massive capital investment in our museums and galleries in recent years across the world, which has done so much to fuel and create a global museums industry of museum planners, architects, exhibition designers and others has started to create a homogenised sense of the museum… Arguing for the greater integration of and collaboration between museums and cities and planners of all kinds is less a revolution than a recognition of the possibilities», Duncan Grewcock

«… through visitors’ behaviour analysis, it can be argued that by the way the architect and the curator arrange space, they organize predetermined movements or allow choices, enforce categorizations or encourage comparative readings and different points of view, mix visitors together or keep them separate, create a relation of correspondence or non-correspondence between space and display», Kali Tzortzi

«We are always en‐placed, the physical world matters to us as a lived
thing… Place is a multi-layered experience: personal, cultural, social, physical. Museums and heritage sites are valuable at a physical level, but often the other dimensions of placemaking are ignored when designing for visitor
experiences… Following a place‐centred approach, in exhibit design, can help visitors establish valuable connections with heritage institutions»
, Luigina Ciolfi

«Narratives and rethoric are retained to be capable of creating publics, mobilizing social actors, framing policies and, to a different extent, of driving planning action… The oversimplifying narratives connecting blockbuster museums to urban regeneration and economic development, the use of public private partnerships and of integrated systems of cultural offer and consumption should be questioned», Davide Ponzini

– – –

Addressing the diverse design disciplines that are represented at the Iuav University of Venice – architecture, urban planning, arts and design – the Museum and Design Disciplines program, launched on May 12, aims to focus on the multifarious relationships that connect these disciplines and fields and the contemporary museum, which, beyond the real or alleged booms or crisis, definitely is a significant cultural, economic, political, and social element and player.
Within this vast territory, the curators of the program decided to refer to three main questions, three strands, in order to explore different directions:
 
1. How design disciplines help develop and support the museum in its various functions? (Design disciplines for the museum)
2. How museums can contribute to the preservation, study, criticism, and practice of the design disciplines? (Museums for design disciplines; museums of design, of art, of architecture, archives etc.)
3. What are the future challenges that museums and design disciplines have to face together, in the light of wider political, social, economic and ethical issues and changes? (What future)

These questions provide the frame for a first series of three meetings/conferences.
The first meeting held on May 12 focused on the topic of “society and participation” (read the program here).
Recent decades have witnessed the expansion and deepening of museum studies, which have integrated the contribution of diverse disciplines and fields, repeatedly putting into question the role and objectives of museums, disputing them, deconstructing their mechanisms, policies and dynamics, and especially pointing out the need to fill them with new contents.
In this process, some keywords occur that stress the need to rethink the social role of museums: dialogue / relationship / partnership / inclusion / access / experience / engagement / identity / community / interaction / participation / sustainability…
So, how design disciplines can help support the museum in this direction?

While they confirmed the richness and complexity of issues that surround the “museum” with reference to design, the invited speakers not only provided detailed analyses but also showed how important is to connect design practice with theory and criticism, and to move within a multidisciplinary framework of reference (geography, psychology, computer sciences, economics, etc.)

The next meetings of the first edition of Museum and Design disciplines curated by Matteo Ballarin and Maddalena Dalla Mura – “#2 Museums for the disciplines of design” and “#3 What future?” – will be held in Autumn 2011.
At the end of this first series of meetings, the proceedings will be published, with the hope that the format can be adopted by other scholars of the Doctoral School and filled with new contents and questions.