Il bioreattore OBP: metodologie espositive, progetto

110117reattoreobprender2

Il bioreattore OBP, strumento per la coltura cellulare:
metodologie espositive per le tematiche tecnico-scientifiche

Responsabile scientifico: Raimonda Riccini

Tutor: Isabella Loddo, Dario Martini, Sara Passalacqua, Raffi Tchakerian, Silvia Turchetto
Studenti: Fabio Caeran, Alisa Kesac, David Montenegro
In collaborazione con Sara Mantero, Matteo Moretti, Stefania Riboldi, Giuseppe Talò, Caterina Turrisi

L’Unità di Museologia ha avviato una collaborazione con il Politecnico di Milano per per la manifestazione torinese “Esperienza italiana”, in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia. Al cuore del progetto è il bioreattore OBP, strumento per la coltura cellulare, e le metodologie espositive per le tematiche tecnico-scientifiche.

Le tematiche scientifiche sono da sempre argomenti di difficile divulgazione, a causa della loro complessità: la maggior parte del pubblico non ha le conoscenze necessarie per assimilare in modo efficace argomenti dall’alto contenuto tecnico. Per risolvere queste problematiche è nato un progetto, lanciato dal Politecnico di Milano alla nostra Unità di ricerca di Museologia del design, sulle metodologie d’esposizione e allestimento del Bioreattore OBP, per la manifestazione torinese Esperienza Italia, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Il Bioreattore, inventato dall’ingegner Matteo Moretti dell’Istituto Ortopedico Galeazzi e sviluppato dalla professoressa Sara Mantero e dall’ingegner Stefania Adele Riboldi (SKE Advanced Therapies S.r.l), in collaborazione col Dipartimento di Bioingegneria del Politecnico di Milano, è un complesso dispositivo medico, in grado di sviluppare piccoli frammenti tridimensionali di tessuto; oggi utilizzato nei laboratori di ricerca per lo studio dei tessuti biologici, in futuro il Bioreattore potrà essere impiegato nella pratica clinica, per la generazione di tessuti autologhi (generati a partire dalle cellule estratte dallo stesso paziente in cui verrà trapiantato il materiale finale), come ad esempio la cartilagine e l’osso.
La sfida del gruppo di ricerca, composto da tutor, dottorandi e studenti di design dell’Università Iuav di Venezia, è stata quella di creare un sistema espositivo capace di comunicare a tutti le potenzialità di questo strumento.
La ricerca ha preso le mosse da una riflessione analitica, in cui si sono sviscerate tematiche importanti come i flussi dei visitatori, i loro vari punti di vista, le migliori soluzioni di rappresentazione, per approdare poi a una fase operativa in cui il gruppo si è cimentato nella progettazione concreta di un exhibit per il Bioreattore. Per raccontare un argomento tanto complesso, il team ha creato due livelli di narrazione: il primo è un prototipo funzionante, riproduzione semplificata e leggibile del Bioreattore; il secondo è una proiezione video esplicativa del suo funzionamento, basata sulla progettazione accurata dell’iconografia: il connubio tra la materialità dell’oggetto e l’immaterialità della proiezione aiuta l’utente a farsi un’idea chiara degli aspetti medici e scientifici di questo complesso dispositivo tecnico.