Imprese da musei
Pezzi da collezione nel sesto appuntamento di Creative R’evolution 3

VII Settimana della Cultura d’Impresa
Mercoledì 19 novembre ore 21.00_Museo Rossimoda della Calzatura_Villa Foscarini Rossi, via Doge Pisani 1/2 Stra (Venezia)

Confronto tra imprenditori e gli oggetti da loro prodotti… oggi da collezione. Nella storica villa Foscarini Rossi, sede oggi del Museo Rossimoda della calzatura, mercoledì 19 novembre alle ore 21.00 si svolgerà un incontro particolare accompagnati dagli oggetti più rappresentativi per ciascun imprenditore/collezionista. Intervengono Raimonda Riccini, Direttore del corso di laurea specialistica in disegno industriale del prodotto, Università IUAV Venezia, Aurora Di Mauro, Responsabile Ufficio Musei Direzione Beni Culturali Regione del Veneto, Francesca Appiani, Curatrice dell’archivio-museo Alessi (Verbania) e vicepresidente Associazione Museimpresa, Silvio Antiga, Presidente Tipoteca Italiana Fondazione, Luigino Rossi, Presidente Rossimoda, Vittorio Tabacchi, Presidente Safilo. Modera la serata Fiorella Bulegato, Storica del design, Università IUAV Venezia. Introduce la serata Cristiano Seganfreddo, Direttore di Fuoribiennale. L’evento è realizzato in collaborazione con il Museo Rossimoda della calzatura e con l’Università IUAV.

Programma

Saluti istituzionali
Raimonda Riccini (direttrice corso di laurea specialistica in disegno industriale del prodotto, Università IUAV di Venezia)
Aurora di Mauro (responsabile Ufficio Musei Direzione Beni Culturali Regione del Veneto)
Cristiano Seganfreddo (direttore di Fuoribiennale)

Introduzione
Francesca Appiani (vicepresidente dell’Associazione Museimpresa e curatrice archivio-museo Alessi)
Le motivazioni, il ruolo, le attività dell’associazione Museimpresa.


Interventi
Luigino Rossi (Presidente Rossimoda, Museo Rossimoda della calzatura)
Testimonianza di un imprenditore che ha realizzato l’unica realtà museale del territorio dedicata a far conoscere ad un pubblico internazionale le potenzialità di uno dei maggiori distretti produttivi italiani del settore moda.

Vittorio Tabacchi (Presidente Safilo, Galleria Safilo)
Testimonianza di un imprenditore che ha trasformato la sua passione collezionistica in una vera e propria struttura museale.
Silvio Antiga (Presidente Tipoteca italiana Fondazione)
Testimonianza di un imprenditore che, realizzando la Tipoteca Italiana e il Museo del Carattere e della Tipografia, si è impegnato attivamente nella conservazione e valorizzazione di un importante patrimonio storico organizzato come un museo-laboratorio.

coordina l’incontro: Fiorella Bulegato (storica del design, Università IUAV di Venezia)

Università Iuav di Venezia
Facoltà di Design e Arti
Scuola di Dottorato
promuovono

Design. Storia e identità

Secondo convegno internazionale di studi storici sul design
a cura di Marco De Michelis, Vanni Pasca, Raimonda Riccini

L‘evento fa parte delle iniziative collegate alla mostra
Made in Iuav 01>08 L’università del design fra ricerca e progetto

Il 15 e 16 settembre 2008, durante i primi giorni di apertura della Biennale di Architettura, negli spazi dell’Arsenale di Venezia si terrà il convegno internazionale Design: Storia e Identità, curato da Marco De Michelis, Vanni Pasca e Raimonda Riccini.
Interverranno studiosi provenienti da molti paesi, che metteranno a confronto approcci e modelli teorici differenti nel campo della storia del design:
Giovanni Anceschi (Iuav Università di Venezia), Paola Antonelli (Museum of Modern Art, New York), Uday Athavankar (Industrial Design Centre, IIT, Mumbai), Jeremy Aynsley (Royal College of Art, Londra), Alberto Bassi (Iuav Universtà di Venezia), Gui Bonsiepe ( Buenos Aires), Giampiero Bosoni (Politecnico di Milano), Fulvio Carmagnola (Università di Milano Bicocca), David Crowley (Royal College of Art, Londra), Marco De Michelis, (Iuav Università di Venezia), Dennis Doordan (University of Notre Dame, Indiana, US), Silvia Fernández (NODAL – Nodo Diseño América Latina), Siegfried Gronert (Bauhaus-Universität Weimar), Fulvio Irace (Politecnico di Milano), David Raizman (Drexel University, Philadelphia), Raimonda Riccini (Università Iuav di Venezia), Carlo Vinti (Università Iuav di Venezia).
Scopo del convegno è verificare come la storia possa contribuire a chiarire questioni oggi presenti nel mondo del design e aprire nuovi filoni di ricerca e di interpretazione del passato a partire da temi che emergono dalla contemporaneità: i nuovi scenari creati da globalizzazione, rivoluzione digitale e sviluppo delle tecno-scienze; l’ampliarsi delle tipologie merceologiche affrontate dai designer e sopratutto líestensione del numero dei paesi nei quali si studia e si pratica il design. Tra gli obiettivi del convegno c’è, inoltre, il tentativo di porre le basi per la costituzione di una rete stabile di relazioni tra gli studiosi di storia del design in Italia, capace di aprire il confronto con associazioni e reti di studiosi in altri paesi.
Le due giornate si concentreranno su tre grandi aree tematiche:
- La prima, “Design: la teoria e la critica”, fa il punto sulla storiografia del design e le sue prospetti future, aprendo il confronto sul rapporto tra ricerca storica, analisi critica e ipotesi teoriche, rapporto che sembra essersi fortemente indebolito negli ultimi anni.
- La seconda area, “Design: la storia, le storie”, cerca di far luce sul design in contesti nazionali finora poco esplorati come l’India o i paesi sudamericani, e presenta episodi della storia del design scarsamente approfonditi come il progetto Cybersyn in Cile o il ruolo svolto dal design nella contrapposizione della guerra fredda.
- La terza area, “Design: i bordi, le intersezioni”, indaga sulle relazioni tra la storia del design e le storie di altre discipline come arte, architettura, tecnologia e comunicazione, ospitando tra gli altri temi il progetto degli interni, l’immagine di impresa o il rapporto tra design e museo.
L’evento fa parte delle iniziative collegate alla mostra Made in Iuav 01 > 08 – L’università del design fra ricerca e progetto, aperta dal 14 settembre al 2 novembre allo Spazio Thetis dell’Arsenale Novissimo di Venezia. Oltre al convegno, il programma propone una serie di appuntamenti su temi come le esperienze inedite del made in Italy (Il design che non ti aspetti, 24 settembre), il ruolo del design nell’evoluzione delle imprese (Il design fa impresa, 8 ottobre), l’information design (Informare, capire, decidere, 24 ottobre), la Cultura per la comunicazione di impresa e L’editoria del design (29 ottobre).
Il convegno è aperto al pubblico e non è necessaria nessuna registrazione per assistere alle due sessioni.

Made in Iuav
14 settembre – 2 novembre 2008
Venezia, Arsenale Novissimo
Spazio Thetis
ore 10.00 -18.00
vernice: 12 settembre ore 17.30
XI Biennale di architettura / Eventi collateralii
La mostra è realizzata da:
Università Iuav di Venezia – Facoltà di Design e Arti
Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Treviso, Fondazione Cassamarca Treviso

Che cos’è “Made in Iuav”?
È per prima cosa una mostra su un’università del design che, fin dalla nascita nel 2001, si è proposta come modello innovativo nel sistema della formazione del design, illustrata in un percorso fra più di 150 progetti di design del prodotto e della comunicazione realizzati da studenti, ex studenti e docenti.
È una carrellata fra diversi modi di ideare, progettare e realizzare gli oggetti e gli artefatti comunicativi, in un inconsueto accostamento fra i lavori degli studenti, degli ex studenti e quelli dei designer che negli anni sono stati i loro professori a Treviso e Venezia, per mettere in evidenza come i risultati didattici e progettuali sono il frutto di un insieme di elementi, fra i quali uno dei primi è la circolarità fra professione e università.
È un momento di riflessione sul progetto didattico sviluppato fin qui, sulla scia delle storiche scuole di design che attraverso l’esposizione del loro lavoro hanno inteso rendere pubblico il loro modo di fare design e di insegnarlo. Così si spiega il titolo “Made in Iuav”, che indica come l’università “produce” un suo modo di operare e una sua filosofia progettuale e culturale, basata sulla consapevolezza della complessità del progetto di design, della varietà dei suoi campi di applicazione, del suo ruolo nel sistema economico, produttivo e dei servizi, e non per ultimo del suo profondo valore etico e culturale.
Si intende così anche superare la visione di un made in Italy ormai stereotipata, per offrirne una più ampia e ricca. Accanto alle icone del migliore italian design, nei suggestivi spazi Thetis dell’Arsenale novissimo si snodano i prodotti di un design diverso, capace di dare risposte ai modi tradizionali di progettare e produrre, ma anche di spingere in avanti lo sguardo, sia nei campi dell’etica, delle emergenze sociali e dell’ambiente, sia in quelli della sperimentazione, della prefigurazione e dell’invenzione. Un design aperto alle sfide della tecnologia (applicazioni di sensori e attuatori, di nanotecnologie, di fonti energetiche alternative per migliorare le prestazioni degli oggetti, la loro efficienza energetica, la loro qualità sensibile); un design attento all’utenza allargata, al benessere e alla salute (gli attrezzi per diversamente abili, i servizi e i sistemi di monitoraggio, cura e soccorso); un design spinto in ambiti inaspettati (i grandi impianti industriali, le macchine utensili e quelle operatrici); un design che investe tutta la variegata e multiforme galassia del comunicare (i manifesti, i prodotti dell’editoria, i sistemi della segnaletica, l’immagine coordinata, ma anche i siti web, la grafica in movimento, il filmato).

Il design “made in Iuav” si caratterizza per un’attenzione specifica ad alcuni contenuti, che sono espressi nelle diverse sezioni della mostra e del catalogo.
Nella sezione “Utilità sociale” sono presentati progetti di design per il lavoro, per la salute, per l’utenza allargata e per l’ambiente, in particolare per le questioni dell’energia. In queste aree, nelle quali l’apporto del design è piuttosto recente, l’attenzione è rivolta alle necessità degli utenti e degli operatori.
L’area della “Qualità dell’oggetto quotidiano” mette in evidenza come il design non esprime soltanto qualità estetiche in prodotti più o meno esclusivi, ma aumenta la qualità degli oggetti più comuni della vita di ogni giorno.
In “Qualità della comunicazione” si mostra come le strategie di comunicazione utilizzate da imprese e istituzioni diventano fertile terreno di un progetto grafico multiforme, che contribuisce al miglioramento del nostro mondo visivo, informativo, interattivo. Infine, nella sezione dedicata ai “Confini” il design esplora i territori di confine della disciplina e incontra l’arte, l’architettura, la fotografia e il cinema.
“Made in Iuav” è la testimonianza di una collaborazione autentica fra l’università e i numerosi attori del sistema territoriale, istituzionali, culturali, economici e produttivi che negli anni hanno sostenuto la crescita del design nel Nord Est. Proprio questa integrazione, radicata su uno dei territori più vitali e avanzati a livello europeo, configura un polo della creatività e del design unico nel suo genere.
Infine, “Made in Iuav” è anche un ringraziamento agli oltre novanta designer, noti e meno noti, giovani, giovanissimi e sempre giovani, provenienti da tutte le parti del mondo, che hanno dedicato alla nostra università la loro professionalità e la loro passione per il design. La loro presenza ha garantito una grande varietà dei modi di fare didattica, dai laboratori ai corsi istituzionali, alle molte iniziative che negli anni hanno segnato un cambio di ritmo nella normale attività universitaria – gli stage presso le aziende, i workshop, le attività culturali:

Flavia Alves de Souza, Giovanni Anceschi, Louis Armand, Tomoko Azumi, Enrico Azzimonti, Laura Badalucco, Martine Bedin, Sebastian Bergne, Enzo Berti, Riccardo Blumer, Michael Burke, Sergio Calatroni, Enrico Camplani, Giorgio Camuffo, Massimo Canali, Ginette Caron, Medardo Chiapponi, Aldo Cibic, Franco Clivio, Gillian Crampton Smith, Artemio Croatto, Michael De Boer, Michele De Lucchi, Gabriele De Vecchi, Daniel Eatock, Paolo Favaretto, Paolo Ferrari, Marco Ferreri, Bruce Fifield, Jozeph Forakis, Peter Fraterdeus, Luca Gafforio, Carlo Gàino, Piera Grandesso, Isao Hosoe, Giulio Iacchetti, Kazuyo Komoda, Masahiko Kubo, Paolo Lomazzi, Corrado Loschi, Francesco Lucchese, Antonio Macchi Cassia, Massimo Magrì, Raffaella Mangiarotti, Luigi Mascheroni, Alberto Meda, Sergio Menichelli, Francesco Messina, Angelo Micheli, Ico Migliore, Simon Moore, Laura Morandini, Gaddo Morpurgo, Ron Nabarro, Laura Negrini, Paolo Orlandini, Donata Paruccini, Alessandro Pedron, Gianluigi Pescolderung, Roberto Pezzetta, Gabriele Pezzini, Mario Piazza, Marco Pietrosante, Fabio Pittarello, Sergio Polano, Alberto Prandi, Ramin Razani, Davide Riboli, Emo Risaliti, Paolo Rizzatto, Piergiorgio Robino, Daniela Rossi, Marc Sadler, Denis Santachiara, Tobia Scarpa, Gabriele Schiavon, Wolfgang Sheppe, Naoko Shintani, Benno Simma, Leonardo Sonnoli, Francesco Subioli, Ilkka Suppanen, Philip Tabor, Alex Terzariol, Mario Varesco, Pierpaolo Vetta, Valerio Vinaccia, Miro Zagnoli, Michele Zannoni, Marcello Ziliani, Marco Zito

Memoria e racconto
convegno internazionale promosso da
Università Iuav di Venezia Facoltà di Design e Arti Dipartimento delle Arti e del Disegno industriale Venezia, 7-8 maggio 2007
a cura di Francesca Appiani, Alberto Bassi, Rosanna Pavoni, Raimonda Riccini, Simona Romano
http://www2.iuav.it/memoriaeracconto/ita/home.html

Il convegno riunisce a Venezia i direttori dei maggiori musei di design e arti applicate del mondo: Deyan Sudjic (Design Museum, London), Gareth Williams (V&A Museum, London), Marie-Laure Jousset (Centre national d’art et de culture Georges Pompidou, Paris), Béatrice Salmon (Musée des arts décoratifs, Paris), Paul Warwick Thompson (Cooper Hewitt National Design Museum, Smithsonian Institution, New York), Corinna Rösner (Die Neue Sammlung, München), Richard Adler (Vitra Design Museum, Weil am Rhein), si confronteranno con le più significative istituzioni italiane che operano nel settore come il Mart di Rovereto, il Museo di Castelvecchio di Verona, la Fondazione Adi Compasso d’Oro di Milano, l’Archivio progetti dell’Università Iuav di Venezia, nonché con le realtà museali promosse dalle imprese, come il Museo Alessi (Crusinallo di Omegna, Verbania) e Kartellmuseo (Noviglio, Milano).

Obiettivi del convegno
I temi della museologia e della museografia del design sono divenuti – particolarmente per l’Italia e negli anni recenti – oggetto di discussione e dibattito sotto diversi profili. Pare oggi importante e necessario affrontare con pragmatismo alcune questioni ancora aperte che si pongono in materia di conservazione, catalogazione e comunicazione dei beni culturali della società contemporanea. Scopo del convegno è quello di fare il punto sull’attuale panorama e tentare di avanzare una serie di linee guida destinate a operatori di musei, archivi, fondazioni, università e a tutti coloro i quali abbiano in gestione un patrimonio di design. Questi operatori hanno potuto confrontarsi sia con un dibattito teorico e metodologico relativo alla museologia del design, sostenuto da significative esperienze internazionali; sia con una visione pragmatica delle più aggiornate metodiche relative alla conservazione, catalogazione e comunicazione dei materiali. Il convegno ha focalizzato l’attenzione sugli strumenti di lavoro per quanti affrontano quotidianamente – spesso senza potersi giovare di strumenti di orientamento – le tematiche della memoria (collezionare, conservare, ordinare, archiviare) e del racconto (predisporre, selezionare, mostrare, narrare, comunicare) degli oggetti di design e del corredo dei materiali a essi relativi. Tre sono gli argomenti centrali che sono stati al centro degli interventi.
1. Metodi e modelli per una museologia del design
2. I materiali del design: acquisire, ordinare e conservare
3. Museografia per il design: mostrare e comunicare

1. Metodi e modelli per una museologia del design
Un primo tema è quello degli strumenti metodologici da predisporre per una museologia finalizzata al design. Oltre al “paradosso” dei musei del design – ovvero quale il senso del musealizzare oggetti nati per essere consumati e sostituiti – fra i punti aperti alla discussione ci sono il confronto con altri modelli museologici consolidati, la questione di che cosa si espone in un museo del design – i progetti, veri “prodotti” unici e irripetibili, oppure i prodotti –, il problema relativo a come “storicizzare” un contemporaneo in continuo divenire, la necessità di far emergere il contesto e la molteplicità di letture (sociologiche, socio-tecniche, antropologiche, estetiche), il ruolo del restauro, fra conservazione ed esposizione dei prodotti, ecc.
2. I materiali del design: acquisire, ordinare e conservare
Un secondo tema cruciale riguarda la conservazione e l’ordinamento dei beni culturali testimoni della storia del design, con tutte le possibili varianti dei materiali (oggetti, prototipi, componenti, disegni, fotografie, cataloghi, pubblicità cartacea e video) e con i conseguenti problemi di tipo archivistico, catalografico, conservativo che si pongono. Fra le tematiche ancora aperte ci sono quelle relative ai tracciati delle schede catalografiche standard e alla loro specificità o adattabilità per il design, e alla costruzione di thesaurus per questo settore; inoltre le problematiche legate al riordino fisico, al restauro di oggetti e materiali contemporanei, alla descrizione degli interventi di tutela, alla valutazione delle collezioni di design, fino al rapporto con il mercato del modernariato e con le case d’asta.
3. Museografia per il design: mostrare e comunicare
Oltre al ruolo della “memoria” è importante quello del “racconto” del design: comunicare, innanzitutto attraverso il mostrare e l’esporre. Alcuni fra i temi più classici del dibattito museografico assumono un carattere nuovo perché posti di fronte a un oggetto museale ancora non “tradizionale”
– dal rapporto reale/virtuale alla scelta dei medium idonei, fino alla possibile messa in rete o a sistema delle strutture. Con l’obiettivo di verificare nuove modalità tecniche ed espressive per esporre il design, la discussione si svilupperà attraverso il confronto di esperienze significative del panorama internazionale.

Memoria d’impresa, ricerca e territorio
Università Iuav Facoltà di Design e Arti
giovedì 16 novembre 2006

In occasione della V Settimana della cultura d’impresa, manifestazione annuale promossa da Confindustria, l’Università Iuav di Venezia – Facoltà di design e arti, l’associazione Museimpresa e il museo Rossimoda, organizzano un incontro che vuole coinvolgere le strutture del territorio -musei, aziende, associazioni di categoria, regione, università -in una riflessione sulle possibili relazioni fra le istituzioni e le imprese. Il tema è quello della conservazione e valorizzazione dei patrimoni culturali aziendali e l’incontro, moderato da Alberto Bassi -docente di storia del design all’Università Iuav di Venezia -sarà l’occasione per presentare interessanti progetti e realizzazioni sviluppati da diversi aspetti. Innanzitutto quello universitario, con due ricerche elaborate rispettivamente da Davide Ravasi per l’Università Bocconi di Milano e da Fiorella Bulegato per l’Università di Roma La Sapienza, incentrate sull’analisi, le potenzialità e i possibili indirizzi per musei e archivi d’impresa. Due i progetti che hanno lavo rato sul territorio: la collaborazione in atto tra l’Università Iuav di Venezia e l’azienda Cottoveneto (Carbonera , Treviso) per la catalogazione digitale, fruibile anche via web, delle proprie collezioni museali, e i primi risultati del censimento su collezioni, musei e arch ivi delle imprese nella provincia di Treviso condotto da Alberto Prandi ed Eugenio Manzato e promosso da Unindustria Treviso. L’imprenditore Luigino Rossi esporrà l’esperienza personale sul concetto di responsabilità culturale dell’impresa, intesa come conservazione e valorizzazione della memoria della propria attività, infine Aurora Di Mauro illustrerà le iniziative della Regione Veneto per la promozione dei giacimenti d’impresa.

Intervengono, moderati da Alberto Bassi
Federica Rossi Associazione Museimpresa, Presentazione Fiorella Bulegato Università Iuav di Venezia, Dai musei delle arti industriali ai musei d’impresa. Un servizio alla cultura del progetto Davide Ravasi Università Bocconi di Milano, I musei e gli archivi d’impresa: identità e appartenenza Luigino Rossi Presidente calzaturificio Rossimoda e membro giunta Unindustria Venezia, La responsabilità culturale dell’impresa Claudia Sutor Marcuzzi Impresa Cottoveneto Raimonda Riccini Università Iuav di Venezia Anna Tonicello Archivio Progetti Università Iuav di Venezia, Il progetto Iuav-Cottoveneto per la sistemazione del museo della Ceramica Alberto Prandi Università Ca’ Foscari di Venezia, Archivi, collezioni e musei d’impresa nella provincia di Treviso Aurora Di Mauro responsabile ufficio Musei Direzione beni culturali della regione Veneto, Il contributo della Regione Veneto

La Parola all’Oggetto
Presentazione delle funzioni e delle finalità dei musei, degli archivi e delle imprese a partire dal racconto di manufatti conservati nelle diverse strutture
Università Iuav di Venezia Facoltà di Design e Arti
mercoledì 24 novembre 2004
a cura di Alberto Bassi, Fiorella Bulegato, Federica Rossi

Sono intervenuti Francesca Appiani (Museo Alessi), Luigi Barlocco (Museo dell’Orologio da Torre G.B. Bergallo), Sandro Berra (Tif Tipoteca Italiana Fondazione, Museo del Carattere e della Tipografia Antiga), Katia Brugnolo (Museo Civico della Ceramica di Nove), Aldo Durante (Fondazione Museo dello Scarpone e della Calzatura Sportiva), Giancarlo Gonizzi (Archivio Storico Barilla), Martina Gradella (Archivio Rubelli), Simona Romano (Kartellmuseo), Federica Rossi (Museo Rossimoda della Calzatura d’Autore), Claudia Sutor (Museo della Ceramica in Cottoveneto), Marta Veronese (Galleria Sàfilo Guglielmo Tabacchi).

Da tempo numerose industrie del nostro paese guardano con rinnovato interesse alle proprie vicende storiche, impiegando importanti risorse nella costruzione di Archivi e Musei, nella promozione di ricerche e in pubblicazioni. Evidente è divenuta la relazione fra la conoscenza delle proprie radici e la vitalità imprenditoriale presente e futura, ma anche il senso complessivo dell’investimento in cultura, e più specificamente nella memoria d’impresa. Nel corso degli ultimi anni si sono sviluppate e organizzate nel territorio del Veneto, in sintonia con le esperienze a livello nazionale, numerose realtà di raccolta, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio legato alla storia d’impresa, ma anche alla storia di particolari realtà distrettuali o a particolari tipologie di prodotti. Accanto a queste realtà che hanno già una loro fisionomia e riconoscibilità, esistono numerosi giacimenti in attesa di visibilità e di strutturazione scientifica. L’Università Iuav di Venezia, in particolare la Facoltà di design e arti e il suo dipartimento Dadi, guarda con grande interesse a questa articolata realtà della cultura d’impresa e ha sviluppato ipotesi di ricerca in questo campo, per diverse ragioni. Alcune di queste ragioni risiedono all’interno dell’università stessa, che vanta una lunga tradizione nell’ambito degli studi storici e della documentazione archivistica; altre vanno in una direzione nuova, nella quale la valorizzazione e la salvaguardia sono viste come una componente essenziale del progetto della produzione industriale contemporanea e delle strategie della comunicazione delle aziende. In questo contesto, ci è sembrato naturale fornire ospitalità e sostegno all’iniziativa, promossa da Museimpresa, “La parola all’oggetto” nella quale undici importanti musei d’impresa del territorio veneto e nazionale si autopresentano attraverso un oggetto eccellente delle loro collezioni. L’intenzione è anche di fornire un’occasione qualificata di incontro e reciproca conoscenza, per stimolare altre iniziative volte a dare valore al patrimonio storico, oltre a attività comuni che diffondano conoscenze e saperi.

Benvenuti nel sito dell’Unità di ricerca di Museologia del design dell’Università Iuav di Venezia.
In questo sito sono pubblicate informazioni e notizie relative al lavoro che questa Unità di ricerca sta conducendo dal 2008, oltre a informazioni relative ad attività precedentemente svolte da vari docenti, ricercatori, dottorandi, studenti dell’ateneo veneziano.